Anatocismo bancario: game over? Soppressa la reintroduzione dell'anatocismo bancario


Il 16 e il 17 luglio scorso abbiamo pubblicato un intervento in due parti (rispettivamente consultabili qui e qui)  sulla reintroduzione, nel decreto competitività ad opera del Governo Renzi, dell’anatocismo bancario, ossia di quel meccanismo, vietato dal nostro ordinamento all’art. 1283 C.C., che prevede la possibilità del computo periodico di interessi su interessi scaduti, diretto a massimizzare i profitti a favore degli istituti bancari.

L’art. 31 del D.L. 91/14 aveva, infatti, inaspettatamente riproposto (con l’entusiastico placet di Bankitalia), l’applicazione, sostanzialmente abbattuta circa sei mesi fa dal Governo Letta, delle clausole anatocistiche, sollevando immediatamente una netta contrarietà alla reintroduzione della norma da parte di tutte le forze politiche, opposizione sostenuta, peraltro, da un’accesa e virale polemica in rete

Una buona notizia

La portata degli emendamenti presentati al testo del decreto, dunque, finalizzati al blocco o alla soppressione dell’articolo “incriminato”, è stata recepita dal Senato che, attraverso le commissioni Ambiente e Industria, ha deciso per l’abolizione di fatto della norma all’interno del testo ufficiale con il parere favorevole del Governo all’emendamento della cancellazione.

Le reazioni delle forze politiche

 Immediate le reazioni di soddisfazione da parte delle forze politiche all’annuncio del senatore Paolo Arrigoni, componente della Commissione Ambiente e Industria del Senato, riguardante la cancellazione dell’anatocismo.

Oltre all’onorevole Francesco Boccia del PD che parla di «vittoria del buon senso», l’onorevole Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, avocando al suo partito la denuncia del tentativo di reintroduzione dell’istituto in questione, concorda con lo stesso Arrigoni che, di fronte a possibili, futuri tentativi di reintrodurre l’applicazione di tale pratica, promette l’alzata di “barricate” da parte della sua formazione politica. Anche i deputati del Movimento 5 Stelle intervengono con una nota nella quale opportunamente precisano che «con l’abrogazione dell’art. 31 del Dl, ritorna in vigore la precedente formulazione in materia di anatocismo. Si tratta dell’articolato contenuto nella legge di Stabilità’ 2014 (Governo Letta). Il pericolo non e’ del tutto scongiurato, -proseguono – perche’ quel testo si distingue per l’ambiguità con la quale tratta l’argomento. Se viene vietata la produzione di interessi su interessi, rimane pero’ il concetto di ‘capitalizzazione’, che può essere interpretato dalle banche a piacimento’». Pertanto, concludono, «si attende un emendamento apposito che superi ogni incertezza con la soppressione totale dell’anatocismo. Per evitare spiacevoli sorprese ai danni di cittadini e imprese, il M5S continuerà a vigilare, innanzitutto scongiurando l’ipotesi che l’anatocismo sia ripresentato nella sessione parlamentare, anche se una nuova e probabile fiducia del governo Renzi al Dl sembra sgomberare il campo almeno da questo pericolo».

La posizione delle associazioni dei consumatori

 Al di là delle forti pressioni da parte delle varie appartenenze politiche che pure hanno determinato l’abrogazione dell’art. 31 del D.L. n. 91/14, sicuramente un’opposizione instancabile e costante negli anni è stata realizzata dalle associazioni dei consumatori.

In prima linea l’Adusbef con il suo Presidente Elio Lannutti che ha parlato, senza mezzi termini, di sconfitta «dell’arroganza di Bankitalia, Abi e Bce che avevano cercato di difendere una norma odiosa». Allo stesso modo il Movimento Difesa del Cittadino ha accolto la modifica, che – testualmente – secondo il Movimento, «mette fine a uno sciacallaggio finanziario nei confronti dei cittadini che ammonta a miliardi di euro e ha acutizzato situazioni già difficili in tempi di crisi». Dello stesso avviso è Giuseppe Pratticò, presidente di Unimpresa Calabria, secondo il quale «è stata evitata una catastrofe per le aziende. Il ritorno dell’anatocismo sarebbe stato una seria minaccia per il credito alle imprese: perché avrebbe aumentato gioco-forza il costo del denaro chiesto in banca, già concesso con il contagocce. Gli interessi sugli interessi, inseriti a sorpresa in un provvedimento del governo sulla competitività e oggi opportunamente rimossi, avrebbero appesantito un comparto, quello della liquidità per le imprese, dove i tassi arrivano già oltre il 24%».

Cosa succederà adesso

Dunque, sembrerebbe che sia durato davvero il breve spazio di un incubo notturno -magari da cena indigesta- il tentativo di reintrodurre una pratica tanto invisa quanto illegittima, ma allo stesso tempo di così avida -e spesso subdola – ripresentazione.

Ma quali, adesso, le prospettive ?

In realtà, pur tornando in vigore, il testo inserito dal Governo Letta (che “rivoluzionariamente” impone la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori e l’impossibilità per gli interessi periodicamente capitalizzati di produrre interessi ulteriori) rimarrà comunque un divieto astratto e generalizzato fino a quando non sarà emanata la necessaria delibera del CICR cui è demandato di stabilire criteri e modalità per la sua concreta attuazione.

Delibera che dal gennaio 2014 non è mai sopraggiunta, consentendo l’applicazione, nelle more, della precedente emanazione CICR del 9/2/2000, attuativa del D. Lgs. n.342/99 (contenente modifiche al D.Lgs. n. 385/93, Testo Unico Leggi Bancarie), sul quale, come si è detto nella prima parte del nostro precedente articolo, era intervenuta la Corte Costituzionale con sentenza n. 425 del 17/10/2000.

Dunque, al di là dei positivi esiti della mobilitazione politica e della comprensibile esaltazione che ne è seguita, il pericolo di una reintroduzione futura dell’istituto in questione è reale e dietro l’angolo.

Ma la massiccia diffusione in rete di informazioni, analisi e commenti critici, capaci di sollevare, insieme ad una incisiva reazione, un interesse dell’opinione pubblica in materia sicuramente senza precedenti, rappresenta un’importante novità (forse la vera conquista), al fianco di quelle barriere giurisprudenziali degli ultimi anni che, al momento, costituiscono l’unica concreta tutela per il cittadino.

 

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Avv. Antonella Matricardi
Author: Avv. Antonella Matricardi

Avvocato, nata a Pesaro il 19 marzo 1965. Iscritta all’Albo degli Avvocati di Pesaro dal 1999. Autrice abituale di Ragionando_weblog - ISSN 2464-8833

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